Orologio

sabato 5 settembre 2020

UN TESORO NASCOSTO CHE VA PERDENDOSI

Nel territorio di Massignano, nel versante Meridionale costituito da arenaria e qualche strato compatto di calcare, poco distante dal centro storico, sono state scavate delle grotte che insistono su di una proprietà privata.

Le spelonche sono conosciute dai massignanesi come le: “Grotte di Centobuchi” di rarità unica nel territorio comunale.

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Le grotte sono tre di diversa grandezza con l’arco a sesto acuto caratteristico dell’architettura gotica a pianta rettangolare aperte su un lato, per consentire l’accesso di luce e aria, ad eccezione della più grande quella ubicata a destra che possiede un’apertura che dà accesso ad una cavità inferiore.

Davanti alle grotte vi è uno spazio di circa tre metri oltre il quale vi è un precipizio di oltre 10 metri non protetto. Le grotte altro non sono che sepolcri di epoca romana tardo repubblicana, luogo dove si depositavano le urne cinerarie.
 
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La più grande di dimensioni è alta 3 metri, lunga 5,50 e larga 2,60. Le rimanenti come dimensioni sono simili, hanno un’altezza di 2,20 metri, sono lunghe 4,00 e larghe 2,60. Sulla base delle due grotte più piccole è stata scavata una canalizzazione lungo il perimetro avendo così il pavimento centrale più alto. 

Nelle pareti interne sono praticate dalle 5 alle 9 nicchie ogivali a base di ferro di cavallo le cui dimensioni variano da grotta a grotta: in media le basi hanno le dimensioni di 22x22 centimetri proprio dove si piazzavano le urne.

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L’interno delle nicchie sono rivestite da una malta di colore bianco presumibilmente a base di calce che aveva il compito di trattenere la sabbia dell’arenaria mentre una malta meno densa riveste il resto della grotta sempre per lo stesso motivo. 

Le ”Grotte di Centobuchi” sono state oggetto di diversi studi, articoli di giornali e riprese televisive. Secondo una ricerca svolta da Pompilio Bonvicini nel 1960 (Le Grotte Sepolcrali di Massignano e Montefiore dell’Aso) è probabile che le grotte fossero dei colombari per la conservazione delle urne dei cremati. Si presume che una grotta fosse destinata per le ceneri dei bambini, quella con nicchie più piccole, una alle donne quella con nicchie di dimensioni medie e una agli uomini quella con nicchie maggiori sino a cm 35x35. 

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Le grotte si possono raggiungere da Contrada Fontane percorrendo un impervio e ripido sentiero, perché il percorso e lo spazio antistante le grotte sono invasi da una fitta vegetazione e alberi secchi. Le grotte, da un sopralluogo effettuato alcuni giorni fa versano in pessimo stato di conservazione a causa del loro abbandono, la parte frontale della grotta centrale è franata ed è ostruita da un grande tronco di quercia e all’interno delle grotte ci sono cresciuti anche dei cespugli di alberi. 

Si spera che qualcuno intervenga quanto prima affinché questo grande patrimonio storico culturale non vada perduto per sempre. 


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